Il WebP è stato sviluppato da Google a partire dal codec video VP8 e lanciato nel 2010 con un obiettivo chiaro: essere un sostituto più efficiente di JPG e PNG per il web. Nel 2026, con una compatibilità superiore al 97% dei browser, il WebP ha mantenuto questa promessa per l'uso sui siti. Ma il JPG ha ancora spazio in contesti specifici dove il WebP non è la scelta ideale.
Confronto diretto
| Caratteristica | JPG | WebP |
|---|---|---|
| Tipo di compressione | Solo lossy | Lossy e lossless |
| Efficienza di compressione | Riferimento (1×) | 25–35% più piccolo a parità di qualità |
| Trasparenza (canale alfa) | ❌ Non supportata | ✅ Supportata |
| Animazione | ❌ No | ✅ Supportata |
| Compatibilità browser | 100% | >97% (2026) |
| Supporto e-mail | ✅ Universale | ⚠️ Incompleto (Outlook, Apple Mail) |
| Supporto software di stampa | ✅ Universale | ⚠️ Limitato |
| Velocità di codifica | Molto veloce | Veloce (più lento del JPG) |
| Consigliato da Google PageSpeed | ❌ Da sostituire con WebP | ✅ Formato di nuova generazione |
| Supporto su YouTube (miniature) | ✅ Accettato | ❌ Non accettato |
La differenza nell'algoritmo di compressione
Il JPG usa la Trasformata Discreta del Coseno (DCT) su blocchi fissi di 8×8 pixel — una tecnica del 1992. Funziona molto bene per le fotografie, ma crea artefatti visibili (macchie a blocchi) quando la compressione è alta.
Il WebP usa l'algoritmo del codec VP8, con predizione di blocchi di dimensione variabile e trasformazioni adattive — tecniche più sofisticate che identificano i pattern dell'immagine in modo più intelligente. Il risultato: la stessa qualità visiva con meno dati, oppure una qualità visibilmente migliore a parità di dimensione del file.
In pratica: una foto prodotto di 500 KB in JPG (qualità 85%) può arrivare a 320–350 KB in WebP con qualità visivamente equivalente — una riduzione del 30–35% senza differenze percepibili sullo schermo.
⚡ Impatto sul PageSpeed: l'avviso "Utilizza formati di immagine di nuova generazione" in Google PageSpeed Insights compare specificamente quando il sito usa JPG dove il WebP produrrebbe file più piccoli. Convertire le immagini in WebP è uno degli interventi con il maggiore impatto sulle prestazioni.
Quando continuare a usare il JPG
- E-mail marketing: client come Outlook e Apple Mail hanno un supporto incostante al WebP. Il JPG è più sicuro.
- Stampa grafica: software e tipografie lavorano con JPG (e TIFF). Il WebP ha supporto limitato in questo contesto.
- Miniature YouTube: la piattaforma accetta JPG e PNG, non WebP.
- File da scaricare che gli utenti apriranno localmente: i sistemi datati potrebbero non riconoscere il WebP in modo nativo.
Quando passare al WebP
- Qualsiasi immagine destinata a un sito o a un'applicazione web moderna
- Foto prodotto in e-commerce (Shopify converte già automaticamente)
- Immagini di blog, banner ed hero
- Ogni volta che Google PageSpeed segnala JPG da ottimizzare
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